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Modifiche dei reati presupposto e aggiornamento del Modello 231

12 Feb 2025

Nel 2024 sono intervenute diverse modifiche normative che hanno inciso sulla disciplina del D.Lgs. 231/2001.

Le novità legislative rendono necessario l’aggiornamento dei Modelli 231 adottati dagli enti per la prevenzione della responsabilità amministrativa da reato.

Di seguito una breve sintesi degli interventi legislativi che hanno modificato alcuni reati presupposto e ne hanno introdotti di nuovi.

1. L. 90/2024: rafforzamento della cybersicurezza e nuovi Reati Informatici

1 La L. 90/2024, in vigore dal 17.07.2024, ha introdotto nuovi reati presupposto nell’ambito dell’art. 24-bis D.Lgs. 231/2001, come l’estorsione informatica (art. 629, terzo comma, c.p.) e la detenzione, diffusione e installazione abusiva di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (art. 635-quater.1 c.p.), ampliando ulteriormente la responsabilità degli enti in relazione alle violazioni della cybersicurezza.

Inoltre, la legge ha modificato i seguenti reati informatici già inclusi nel novero dei reati presupposto di cui all’art. 24-bis D.Lgs. 231/2001:

  1. accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, di cui all’art. 615-ter c.p.; 
  2. detenzione, diffusione e installazione abusiva di apparecchiature, codici e altri mezzi atti all’accesso a sistemi informatici o telematici, di cui all’art. 615-quater c.p.;
  3. intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche, di cui all’art. 617-quater c.p.;
  4. detenzione, diffusione e installazione abusiva di apparecchiature e di altri mezzi atti a intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche, di cui all’art. 617-quinquies c.p.;
  5. danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici, di cui all’art. 635-bis c.p.;
  6. danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità, di cui all’art. 635-ter c.p.;
  7. danneggiamento di sistemi informatici o telematici, di cui all’art. 635-quater c.p.;
  8. "danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblico interesse" di cui all’art. 635-quinquies c.p.

Infine, la legge 90/2024 ha aumentato le sanzioni pecuniarie per i reati informatici previsti dal primo comma dell’art. 24-bis D.Lgs. 231/2001.

2. L. 114/2024: abrogazione e modifiche ai Reati contro la P.A.

La L. 114/2024, in vigore dal 25.08.2024, ha introdotto importanti modifiche in materia di reati contro la Pubblica Amministrazione, che hanno inciso sull’art. 25 D.Lgs. 231/2001.

In particolare, è stato abrogato il reato di abuso d’ufficio di cui all’art. 323 c.p. ed è stato modificato il reato di traffico di influenze illecite di cui all’art. 346-bis c.p., con le conseguenti ricadute anche sulla responsabilità amministrativa degli enti da reato, trattandosi in entrambi i casi di reati presupposto.

3. D.Lgs. 87/2024: revisione del Reato Fiscale di Indebita Compensazione

Il D.Lgs. 87/2024, in vigore dal 29.06.2024, ha modificato alcune fattispecie di reati tributari, tra cui quella di indebita compensazione di cui all’art. 10-quater D.Lgs. 74/2000, che costituisce reato presupposto della responsabilità amministrativa degli enti ai sensi dell’art. 25-quinquesdecies D.Lgs. 231/2001, introducendo una nuova causa di punibilità “quando, anche per la natura tecnica delle valutazioni, sussistono condizioni di obiettiva incertezza in ordine agli specifici elementi o alle particolari qualità che fondano la spettanza del credito”. 

4. L. 112/2024: nuovo reato presupposto contro la P.A.

La legge 112/2024 (di conversione, con modificazioni, del D.L. 92/2024), in vigore dal 10.08.2024, ha introdotto l'art. 314-bis c.p., che punisce l’indebita destinazione di denaro o cose mobili da parte di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, introducendo tale fattispecie anche nel novero dei reati presupposto ai sensi dell'art. 25 D.Lgs. 231/2001. 

Gli interventi legislativi sin qui brevemente riassunti impongono agli enti di provvedere non solo ad un aggiornamento dei propri Modelli 231 da un punto di vista formale, ma anche ad una verifica dell’adeguatezza delle procedure e dei sistemi di controllo e prevenzione del rischio reato già in essere, in relazione alle nuove fattispecie di reato presupposto e alle modifiche normative introdotte.

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Nel ricordare che il contenuto di questa Newsletter ha necessariamente un carattere d’informazione generale e sintetica e non può essere quindi utilizzato per affrontare e risolvere determinati casi concreti, lo Studio resta a disposizione per ogni eventuale approfondimento specifico.                       

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